Gli importanti cambiamenti che si sono susseguiti negli ultimi anni hanno facilitato la personalizzazione e diversificazione dei contenuti radiofonici ridisegnando il sistema nel suo complesso. Si è passati così dal mercato della radio tradizionale a un nuovo ecosistema dell’audio-radio caratterizzato da una pluralità di accessi, formati e dispositivi. I consumatori, sempre più esigenti, hanno modificato le proprie abitudini affiancando alla fruizione lineare tradizionale, esperienze de-linearizzate e on demand, diventando maggiormente protagonisti delle proprie scelte di consumo.
L’arrivo di soggetti tecnologici globali (Alphabet, Apple, Amazon, Spotify…) e il moltiplicarsi dei servizi di streaming con ampie library di contenuti audio hanno posto numerosi interrogativi in termini di visibilità e accessibilità delle offerte radiofoniche (prominence). Il tema dell’ibridazione, ovvero della necessità da parte del mezzo radiofonico di essere presente e accessibile su tutte le piattaforme, in ogni forma – e fruibile attraverso la più ampia gamma di dispositivi è diventato cruciale, ma porta con sé anche un rischio insito di “frammentazione”, in mancanza di una organica e più ampia visione sistemica da parte di tutti gli stakeholders.
L’automobile si conferma ancora l’ambiente più importante in termini di ascolto in molti mercati, ma rappresenta anche un contesto altamente competitivo per l’infotainment, dove si confrontano non solo i titolari di contenuti, editori radiofonici, aggregatori e piattaforme streaming, ma anche le diverse tecnologie, come FM, DAB+ e IP. Sebbene prevalgano i sistemi ibridi, diverse case automobilistiche hanno introdotto soluzioni estreme con auto elettriche prive di autoradio, affidando la ricezione radiofonica esclusivamente al sistema IP tramite il bluetooth dello smartphone.
Oggi la radio è ibrida e omnicanale, presente su tutte le piattaforme con una diversificazione di formati e contenuti che si estendono sempre più anche al mondo del video.