Scatta la nuova disciplina del whistleblowing anche per le aziende private tra i 50 e i 249 dipendenti.
Il decreto, che ha recepito la direttiva europea, prevede che chi denuncia usi inizialmente i canali interni alla propria organizzazione. Le imprese sono tenute ad avere in funzione, pertanto, un canale digitale interno al fine di raccogliere le denunce e la documentazione del segnalante, assicurando piena riservatezza sulla sua identità.
Ad Anac si ricorre in un secondo momento, se il whistleblower ha già segnalato l'illecito tramite canale interno, e non ha ricevuto alcun riscontro. O quando ha fondato motivo di ritenere che la segnalazione interna presenti rischi, anche di ritorsione, così alti, da sconsigliarne l'utilizzo. Oppure, quando vi è fondato motivo di ritenere che l'illecito che si intende segnalare possa costituire un pericolo imminente per l'interesse pubblico. Anac raccoglie le segnalazioni, e le sottopone ad un attento vaglio, proprio per verificare l'effettiva ritorsività delle misure adottate e, solo in questo caso, interviene. Esiste pertanto una valutazione accurata caso per caso. Dove non si ravvisano comportamenti ritorsivi, e quindi emerge un appello strumentale alle garanzie del whistleblowing, la protezione del segnalante viene meno.
Fonte: www.anticorruzione.it