La recente riforma del rapporto di lavoro pubblico, introdotta dal d.lgs. n. 150 del 2009, ha evidenziato l'importanza degli strumenti di trasparenza, comunicazione ed informazione al fine del miglioramento del rapporto con il cittadino, da attuare, da un lato, mediante l'incremento dei meccanismi di accesso da parte dello stesso all'attività delle amministrazioni e, dall'altro, attraverso una più diffusa informazione circa la qualità e l'efficienza dei servizi erogati.
In tale contesto, il conseguimento degli obiettivi di accessibilità, trasparenza e pubblicità non deve basarsi su un'attività improvvisata e generica di "partecipazione" e "informazione", ma deve essere attuato mediante strategie mirate, adottate in relazione a meccanismi e criteri collaudati nell'ottica dell'ottimizzazione continua dei sistemi. Sotto tale aspetto è evidente che la recente riforma non fa che evidenziare la necessità di riprendere ed incentivare il processo innovativo, promosso dalla legge 150 del 2000 in tema di comunicazione istituzionale, che si sviluppava su tre linee fondamentali: strutture, figure professionali e formazione.
Sul piano organizzativo, non vi è dubbio che l'istituzione di uffici ad hoc consentirebbe di poter disporre di strutture di elevato livello specialistico, che essendo interamente dedicate a tali attività, ne possano assicurare la qualità dei servizi e dei risultati. In tal ambito risulta indispensabile individuare specifiche figure professionali, che siano in grado, in base alle loro conoscenze, di adottare le tecniche più adeguate per consentire una attenta pianificazione e programmazione degli interventi ed assicurare, pertanto, sia il costante flusso informativo che comunicativo, sia il monitoraggio delle valutazione operate dai cittadini.
Ciò consentirebbe di attivare il cambiamento dall'interno, creando quelle condizioni e quelle competenze che sono propedeutiche ad una effettiva realizzazione degli obiettivi della comunicazione istituzionale. In tale quadro, non può mancare una serie articolata di iniziative di formazione che possano valorizzare nel lungo periodo anche altre risorse umane presenti nelle pubbliche amministrazioni, al fine di favorire la consapevolezza su tali tematiche.
Con riferimento a tali aspetti, secondo la previsione della citata legge 150 del 2000, la competenza della contrattazione collettiva si limita alla disciplina delle figure professionali legate al settore della comunicazione e a quello degli uffici stampa, al fine di individuare i contenuti tecnici della relativa prestazione lavorativa. Tale previsione legislativa avrebbe dovuto trovare attuazione mediante un "Accordo collettivo quadro", che rappresenta una particolare tipologia di contratto collettivo nazionale da utilizzare quando occorre regolare istituti comuni a tutti i pubblici dipendenti. In tal senso, la relativa disciplina non è destinata solo ad un singolo settore, ma si estende a tutte le amministrazioni pubbliche, anche se poi, a livello di comparto, nei relativi CCNL possono essere previste ulteriori specificazioni ed adattamenti.
Il relativo negoziato, in realtà, pur essendo stato avviato immediatamente dall'ARAN, non è ancora pervenuto a conclusione.
Per quanto riguarda, però la definizione delle figure professionali del settore della comunicazione, occorre precisare che le stesse, a prescindere dalla definizione del citato Accordo, possono essere comunque previste all'interno delle pubbliche amministrazioni. Infatti, nella maggior parte dei comparti, la materia relativa ai profili professionali è demandata all'autonomia decisionale degli enti o amministrazioni, che la potranno attuare con le modalità di relazioni sindacali (concertazione o contrattazione integrativa) previste dal relativo Contratto collettivo nazionale di lavoro.
Già molte amministrazioni hanno provveduto ad individuare le relative professionalità, riconoscendone l'importanza nei processi di ammodernamento e di innovazione organizzativa, al fine di valorizzare le iniziative di comunicazione istituzionale. In ogni caso, per garantire la qualità dell'attività di tale personale, un aspetto essenziale riguarda il possesso dei requisiti previsti dalla legge 150 del 2000 e soprattutto dal successivo DPR 422 del 2001, nell'ottica di valorizzare la specificità delle relative strutture anche rispetto agli altri uffici dell'amministrazione/ente, nonché assicurarne la credibilità e l'affidabilità.
Elvira Gentile
Direttore Direzione Contrattazione ARAN
Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni