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Agcom: Osservatorio sulle Comunicazione

23 gen 2025


L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha pubblicato l'Osservatorio sulle Comunicazioni relativo ai primi nove mesi dell'anno 2024.

A fine settembre 2024 nella rete fissa gli accessi complessivi su base trimestrale non mostrano variazioni di rilievo, e rimangono attestate intorno ai 20,25 milioni di linee. Pur se in flessione su base annua (-670 mila linee), gli accessi FTTC rappresentano il 45,9% della base clienti complessiva. Quelli FTTH crescono su base trimestrale di oltre 290 mila unità e di 1,18 milioni su base annua, mentre rispetto al settembre 2020 l'incremento è di 3,86 milioni di linee. Continua la crescita del consumo di dati: in termini di volume complessivo, il traffico medio giornaliero nel periodo gennaio-settembre 2024 ha segnato una crescita del 16,2% rispetto al corrispondente valore del 2023, segnando, allo stesso tempo, un +68,8% rispetto al corrispondente valore del 2020. Ciò si riflette sul traffico giornaliero per linea broadband; i dati unitari di consumo, infatti, sono aumentati del 58,3% rispetto al 2020, passando da 5,88 a 9,30 GB per linea in media al giorno.

Per gli accessi broadband e ultra-broadband, a fine settembre 2024, Tim si conferma il maggiore. Nel periodo gennaio-settembre 2024 il traffico dati giornaliero della telefonia mobile è cresciuto su base annua del 15,6% e di oltre il 160% rispetto al 2020. Corrispondentemente, il consumo medio unitario giornaliero è stimabile in circa 0,86 GB, in crescita del 12,1% rispetto al 2023. Tale valore risulta superiore di oltre il 150% nei confronti del corrispondente periodo del 2020, quando il consumo giornaliero di dati risultava stimabile in 0,34 GB.

Nel settore televisivo gli ascolti medi giornalieri relativi nei primi nove mesi del 2024 rispetto al corrispondente periodo del 2023 mostrano una leggera crescita sia nel “intero giorno” (da 8,07 a 8,12 milioni) che nella fascia oraria “prime time” (da 18,64 a 18,78 milioni); tale incremento sembra legato, in particolare ad eventi sportivi a grande richiamo di pubblico quali i campionati europei di calcio (giugno-luglio) ed i giochi olimpici di Parigi (luglio-agosto). Ampliando l'arco temporale dell'analisi al 2020, gli ascolti medi del 2024 si sono ridotti, nell'“intero giorno” e nella fascia “prime time”, rispettivamente di 1,84 milioni (-18,5%) e di 3,96 milioni di unità (-17,4%).
Con riferimento al pre-pandemico 2019, anche se con intensità minore, si conferma il tendenziale calo degli ascolti della televisione generalista: in questo caso la riduzione dei telespettatori è di 900 mila nel giorno medio e di 2,2 milioni nella fascia “prime time”.
Con specifico riferimento all'andamento complessivo dei principali canali dei gruppi editoriali analizzati (Rai 1, Rai 2, Rai 3, Rete 4, Canale 5, Italia 1, La7, TV8 e Nove), nella fascia “intero giorno”, gli ascolti nei primi nove mesi del 2024 mostrano una leggera crescita (+50 mila telespettatori) rispetto al corrispondente periodo del 2023 (da 5,18 a 5,23 milioni) con flessioni per Rai 3 (-6,4%), TV8 (-3,5%), Canale5 (-2,6%). Incrementi si registrano per Rai 2 (+11,1%), Italia 1 (+0,2%), Rete 4 (+3,7%), risulta più robusta la crescita degli ascolti di La7 (+13,0%) e soprattutto quella di Nove (+24,8%), mentre gli ascolti di Rai 1 si mantengono sostanzialmente costanti (pari a 1,48 milioni di telespettatori).

Guardando agli ascolti delle edizioni dei principali telegiornali nazionali nei primi nove mesi dell'anno le edizioni serali (fascia oraria 18:30-20:30) mostrano, rispetto al corrispondente periodo del 2023, una riduzione di circa 270 mila unità (da 14,68 a 14,41 milioni di spettatori). Il TG più visto rimane il TG1 delle 20:00 (con 4,08 milioni di ascolti giornalieri), seguito dal TG 5 delle 20:00 (con 3,39 milioni) e dalle edizioni della TGR delle 19:30 (trasmesse su Rai 3), che complessivamente raggiungono 2,15 milioni di ascolti. Il TG La7 delle 20:00 nel 2024 registra ascolti in aumento del 22,1% rispetto all'anno precedente (da 0,96 a 1,17 milioni).

 La crisi dell'editoria quotidiana si prosegue anche nei primi nove mesi del 2024. In media, nel periodo gennaio-settembre 2024, giornalmente, sono state vendute 1,29 milioni di copie, in flessione su base annua del 9,4% e del 30,0% rispetto al corrispondente periodo del 2020. Suddividendo la distribuzione tra testate nazionali e locali, nel confronto con i primi nove mesi del 2023 i quotidiani nazionali hanno registrato una riduzione leggermente inferiore rispetto a quelli locali (-9,2% vs -9,8%). Tendenza che si conferma anche con riferimento all'intero periodo analizzato (2020-2024), con le testate nazionali che riducono le vendite del 29,0% mentre i quotidiani locali registrano, corrispondentemente, un più accentuata flessione del 31,3%. La scarsa attrattiva dei quotidiani venduti in formato digitale si conferma anche con riferimento ai dati dei primi nove mesi dell'anno, con una media di circa 190 mila copie giornaliere.

Analizzando i dati di utilizzo delle principali piattaforme online, nel mese di settembre 2024, 44 milioni e 317 mila utenti unici hanno navigato in rete, in media ciascuno per un totale di oltre 71 ore e 20 minuti. Ai primi posti della graduatoria si confermano l'insieme di siti web e applicazioni che hanno a riferimento i big player internazionali (Alphabet/Google, META/Facebook/Instagram, Amazon, Microsoft), seguiti dalle piattaforme afferenti ad alcuni gruppi editoriali e operatori nazionali (GEDI Gruppo editoriale, Cairo Communication/Rcs Mediagroup, Il Meteo, Poste Italiane).

Con riferimento all'andamento delle audience dei siti e applicazioni di informazione generalista, lo scorso settembre si sono registrati 38 milioni e 101 mila utenti unici, con una crescita del 2,3% (+843 mila visitatori) rispetto a settembre 2023. Più specificamente, con circa 29 milioni e 904 mila utenti unici, quello de “La Repubblica” è risultato il sito (e relative applicazioni) maggiormente frequentato (+7,4 rispetto al traffico raggiunto a settembre 2023), seguito da “Corriere della Sera” (28 milioni e 218 mila utenti, -1,4%) e “il Messaggero” (20 milioni e 804 mila internauti, +5,7%).
L'analisi delle piattaforme online di e-commerce evidenzia, con 38 milioni e 803 mila utenti unici registrati a settembre 2024, una crescita di 631 mila visitatori rispetto allo stesso mese del 2023. Nel dettaglio, ai primi posti si collocano i siti e le applicazioni di e-commerce di proprietà di Amazon, con 35 milioni e 767 mila utenti unici (in aumento dell'0,2% rispetto a settembre 2023), seguite da eBay che ottiene 16 milioni e 400 mila visitatori (-1,3%) e da Temu (PDD Holding) con 14 milioni e 823 mila utenti (+4%).
Passando ai portali e communities che offrono in maniera prevalente contenuti generati dai propri membri, fra cui i siti e applicazioni di social network, con oltre 39 milioni e 447 mila utenti unici raggiunti nel settembre 2024, si evidenzia una crescita su base annua, sia dei visitatori (+538 mila) che del tempo da loro dedicato alla navigazione (23 ore e 15 minuti, circa 50 minuti in più rispetto a settembre 2023). Limitando l'analisi ai servizi di social networking, ai primi posti riscontriamo le piattaforme riconducibili al gruppo META: Facebook con 36,9 milioni di utenti e Instagram con 33,8 milioni di visitatori che ottengono, se paragonati ai valori di settembre 2023, una crescita rispettivamente dello 0,5% e del 3,6%. Per la prima volta in controtendenza l'evoluzione di Tik Tok (Gruppo Bytedance) che ha registrato nel confronto con settembre 2023 una contrazione dei propri visitatori (-2,4%). Analogamente per LinkedIn, Pinterest e X (precedentemente denominato Twitter) si riscontrano delle dinamiche negative, rispettivamente, del –7,6%; -4,2% e -23,6%) se si confrontano gli utenti unici raggiunti rispetto a settembre 2023.

Nel settore postale, la dinamica dei ricavi nei primi nove mesi del 2024 delle principali imprese presenti sul mercato registra una crescita del 2,9% rispetto allo stesso periodo del 2023, superando i 6,1 miliardi di euro. I servizi di consegna pacchi (comprensivi di quelli nazionali e transfrontalieri, inclusi o meno nel servizio universale) hanno registrato un incremento del 2,9%, mentre i servizi di corrispondenza (rientranti o meno nel servizio universale) mostrano nel complesso una crescita di poco inferiore (2,8%). Tra i primi, il valore di quelli domestici (con mittente e destinatario nel territorio nazionale) è risultato pari a 3,33 miliardi di euro, e mostra un incremento del 4,1%, mentre i servizi di consegna pacchi transfrontalieri (con mittente nazionale e destinatario estero, o viceversa) crescono di un marginale 0,3%%, con ricavi che, da inizio anno, superano di poco 1,5 miliardi di euro.
Tra i servizi di corrispondenza, quelli non inclusi nel Servizio Universale hanno registrato un valore di poco inferiore ai 600 milioni di euro, con una crescita del 6,2% su base annua, mentre quelli inclusi, pari a circa 460 milioni, si sono ridotti del 2,3%.

Fonte: www.agcom.it

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