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56° Rapporto Censis: "Comunicazione e media"

12 dic 2022

Dal Rapporto del Censis si rileva che l'andamento della spesa delle famiglie per i consumi mediatici nell'intervallo di tempo tra il 2007 (l'ultimo anno prima della grande crisi economica e finanziaria internazionale) e il 2021 evidenzia come la spesa per l'acquisto di telefoni ed equipaggiamento telefonico ha segnato anno dopo anno un vero e proprio boom, moltiplicando per quasi sette volte il valore (+572% nell'intero periodo, per un ammontare prossimo ai 7,9 miliardi di Euro nell'ultimo anno), quella dedicata all'acquisto di computer, audiovisivi e accessori ha conosciuto un rialzo del 138,9%, mentre i servizi di telefonia e traffico dati hanno conosciuto un assestamento verso il basso per effetto di un riequilibrio tariffario (-20,7%) e, infine, la spesa per libri e giornali ha subito una diminuzione del 37,7%. L'80,2% degli italiani ha superato il digital divide, ma solo il 35,4% della popolazione attinge pienamente a tutti i media.

Nel 2021 il numero degli italiani estranei ai mezzi a stampa ha raggiunto la quota del 57%, poco oltre il 55,2% del 2019, ma comunque sempre in costante ascesa. Il dato relativo ai giovani è sceso dal 65,4% del 2019 al 62,9% del 2021, rimanendo pur sempre altissimo. Sono le classi d'età intermedie ad aver abbandonato di più la lettura dei testi a stampa, mentre anche tra i più anziani c'è stato un leggero miglioramento (dal 53,7% al 52,9%). Praticamente, sono le fasce d'età più produttive ad allontanarsi maggiormente dall'abitudine alla lettura. Questa tendenza si registra tra le persone meno istruite, che passano dal 60,2% al 65,6%, mentre la percentuale scende leggermente tra i più istruiti (dal 49,6% al 48,4%).

Più della metà degli italiani apprezza gli aspetti positivi offerti dalle tecnologie digitali nel corso della pandemia. Il 58,6% dichiara che i dispositivi digitali hanno permesso di provvedere alle proprie necessità, per il 55,3% hanno aiutato a mantenere le relazioni sociali, per il 55,2% grazie ad essi si è potuto continuare a lavorare o a studiare, mentre il 52,9% ammette anche che ha potuto scoprire cose nuove e inaspettate. Di contro, il 52,8% degli italiani dichiara che adesso si sente stanco dell'uso continuo dei dispositivi digitali e vorrebbe "staccare la spina". I dispositivi digitali fanno perdere troppo tempo secondo il 32,2% degli italiani, che nel 31,5% dei casi avvertono il bisogno di connettersi continuamente. Per non parlare di quel 22,8% che dichiara di non riuscire a disconnettersi mai.

Se nel 2016 solo il 21,6% degli italiani riteneva che le nuove tecnologie potessero creare nuova occupazione, nel 2021 la percentuale è arrivata al 30,7%, superando, anche se di poco, quanti le ritengono invece in grado di distruggere occupazione. È anche diminuita la quota di chi le ritiene indifferenti (dal 46,0% al 38,8%), inducendo a pensare che sia stata la maggiore confidenza con questi strumenti a determinare un aumento dell'ottimismo nei loro confronti. Tra i più giovani c'è stato un netto spostamento di quanti non ritenevano ci fosse una influenza delle tecnologie digitali sull'occupazione (dal 49,4% del 2016 al 36,6% del 2021) verso quelli che invece le ritengono capaci di creare occupazione (dal 22,2% al 35,9%).

Fonte: www.censis.it

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