IT: Italia poco competitiva
Da cui se ne ricava che c'è ancora molto da investire nelle infrastrutture, nello sviluppo di risorse umane ad alta specializzazione e nella ricerca sulla tecnologia. L'Italia può vantare un ambiente per gli affari vivace e una valida legislazione a tutela della proprietà intellettuale. Certo non è uno dei primi Paesi del G8 per competitività nell'IT, arriva oltre la ventesima posizione, rispetto alle prime cinque che sono USA, Finlandia, Svezia, Canada e Olanda.
Secondo l'EIU, sono sei i fattori che contribuiscono a creare un ambiente favorevole allo sviluppo dell'IT da tenere a mente: un'ampia disponibilità di operatori specializzati; cultura aperta all'innovazione; infrastrutture tecnologiche al passo con gli standard internazionali; fermo sistema giuridico per tutelare la proprietà intellettuale; economia stabile, aperta e competitiva; una leadership di governo equilibrata nella promozione della tecnologia e nel sostenere il libero corso del mercato.
Accanto a questi ‘abilitatori' lo studio individua altre realtà-volano tra cui: le infrastrutture di rete a banda larga, fondamentali per la competitività dell'IT.
Altro fattore da non sottovalutare è lo sviluppo delle competenze, fondamentali nel lungo termine: i Paesi che sanno combinare una valida formazione in campo economico, informatico e linguistico potranno disporre di risorse umane di alto profilo. In Italia, purtroppo, l'alfabetizzazione informatica non è ancora a livello medio del resto d'Europa.