"Fannulloni" e "mercanti": due facce dello stesso problema. Il problema è cosa sia o debba essere nel 2008 la Pubblica Amministrazione.
Una sorta di diligenza perennemente assalita da torme di "qualcosologi"? Un luogo di scambio? Una fabbrica di emergenze continue che producono consulenze incomprensibili?
Oppure una realtà snella, rapida, efficace al servizio delle nostre comunità, dell'economia e dello sviluppo del Paese?
Riconosciamo al ministro Renato Brunetta di aver sollevato il problema senza mezzi termini, con un primo affondo micidiale: la dichiarazione di guerra ai "fannulloni" e la pubblicazione degli oltre duecentomila beneficiari di consulenze pubbliche.
Servirà o non servirà? L'interrogativo al momento è meno importante del significato di queste due decisioni. Sarà il tempo, galantuomo come sempre, a darci una risposta. Intanto e per la prima volta, un sasso bello grosso è stato lanciato al centro della palude burocratica.
I cerchi che sta producendo, le reazioni falsamente indignate, le precisazioni inutilmente giustificative, confermano, per usare il linguaggio della battaglia navale, che l'obiettivo è stato centrato e colpito. Se sarà anche affondato, ripeto, lo dirà il futuro.
Dopo ministri che proponevano i supermercati della Pubblica Amministrazione, le fiction televisive o il benessere degli ambienti di lavoro, ora si riconosce che il problema della macchina pubblica non è il colore della carrozzeria ma l'inadeguatezza del motore.
Adesso però non ci si può fermare all'effetto annuncio. Occorre agire con grande coerenza sapendo che una battaglia è strettamente collegata all'altra e che entrambe avvicineranno davvero il tempo del cambiamento.
Una Pubblica Amministrazione non più soffocata dagli effetti degenerativi di una cattiva politica, più professionalizzata e resa efficiente non è né di destra né di sinistra.
Rappresenta invece la risposta moderna ed europea alle attese di un Paese che chiede e pretende quel salto di qualità necessario per avere un sistema pubblico capace e competitivo.
Bene ha fatto la CGIL a presentare un proprio progetto, raccogliendo di fatto la sfida insita nelle dichiarazioni del ministro. Altrettanto bene faranno tutti coloro che, a cominciare da noi, porteranno idee e proposte poiché la Pubblica Amministrazione non è di una parte ma è un servizio per tutti. Tutti, quindi, hanno l'obbligo di non sottrarsi al tentativo di migliorare una cosa che ci appartiene.
Dipendenti infedeli e consulenti inutili producano risultati davvero efficaci e non l'ennesimo capitolo di un cambiamento che non cambia niente e nessuno.
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