ICT e innovazione: finanziamenti per 7 miliardi di Euro
La Commissione Europea, nell’ambito del VII Programma Quadro per la ricerca e l’innovazione, ha predisposto 53 bandi per un totale di 7 miliardi di Euro di cui 1,32 destinati all’innovazione attraverso le ICT.
Vuole essere questa una risposta strategica per mettere l’Europa nelle condizioni di non perdere terreno nei confronti di Usa e Cina. L’obiettivo dell’Europa è fissato per il 2020 con la previsione del 3% del PIL destinato a investimenti nella ricerca (1% da fondi pubblici e 2% da fondi privati).
Sul sito è possibile conoscere le modalità di partecipazione ai bandi del VII Programma Quadro con tutte le indicazioni utili e necessarie. Dal punto di vista operativo le prime scadenze sono per l’autunno 2011 e arrivano ai primi mesi del 2012, con un budget unitario compreso tra i 3 e gli 800 milioni di Euro per misura.
Le percentuali di finanziamento in relazione alle attività di ricerca e sviluppo tecnologico che il 7PQ prevede sono il 50% dei costi eleggibili, ad eccezione di Enti pubblici (75%), istituti di istruzione secondari e superiori (75%), organizzazioni di ricerca (75%), Pmi (75%).
Per le ICT sono previsti 1,32 miliardi di Euro che è la parte più consistente dell’intero importo.
All’innovazione nel campo della sanità sono assegnati 656 milioni, di cui 220 milioni destinati a soluzioni e tecnologie collegate al progressivo costante incremento della popolazione nella fascia della terza età; 488 milioni sono per i nuovi materiali con le nanotecnologie; 314 milioni per l’energia; 313 milioni per i trasporti; 307,5 milioni alla sicurezza alimentare.
Per realizzare progetti riguardanti le “Città Intelligenti” (smart cities) per efficienza dell’energia e migliorare i trasporti urbani, le Pmi avranno finanziamenti per un miliardo di Euro e le città, invece, 40 milioni.
All’Italia sono stati assegnati 1,6 miliardi di Euro sui 17,5 del 7PQ. Il nostro Paese si colloca al quarto posto con il18,5% di progetti presentati contro la media UE del 21,5%, dopo Gran Bretagna, Germania e Francia. La bassa performance dell’Italia è confermata anche dal tasso di finanziamento dei progetti: 16,4% contro il 21%.
I bandi predisposti dalla Commissione Europea