80 milioni di euro saranno stanziati, nell'ambito del Programma Operativo Regionale Fesr 2007-2013 e del più ampio quadro definito dal 2003 con il Programma regionale dell'Emilia-Romagna per la ricerca industriale, l'innovazione e il trasferimento tecnologico (Prriitt), per la creazione sul territorio di una nuova rete di laboratori accentrati.
I "tecnopoli", questo il nome delle nuove strutture, accoglieranno sia i laboratori di ricerca già esistenti, sia quelli in procinto di essere realizzati, con tanto di dotazione tecnologica e incubatori per lo start up di imprese. Le loro attività si baseranno su programmi pluriennali condivisi con il mondo della ricerca e le diverse filiere produttive. Agendo in rete, inoltre, svilupperanno progetti con gli altri centri di ricerca italiani e internazionali, e con i laboratori delle imprese.
Le università e gli altri centri di ricerca e innovazione interessati potranno presentare fino alla fine dell'anno progetti che dovranno diventare operativi entro il 2013. Le proposte dovranno riguardare sia gli aspetti infrastrutturali - i centri sorgeranno vicino alle Università, alle loro sedi decentrate, alle aree di ricerca Enea e Cnr - sia i settori della ricerca da lanciare.
La realizzazione dei tecnopoli rientra nel disegno sviluppato a partire dal 2003 con il Programma regionale per la ricerca industriale, l'innovazione e il trasferimento tecnologico (Prriitt), che ha contribuito a rendere l'Emilia-Romagna tra le regioni che brevettano e investono di più in ricerca e sviluppo (1,4 miliardi da dati Istat 2005, il 61% a carico delle imprese). Sul campo sono al lavoro 17.500 addetti (valore in unità equvalenti a tempo pieno), il 10% del Paese, e la spesa delle imprese pubbliche e private incide sul Pil per lo 0,7%, contro una media nazionale dello 0,6%.
Dall'approvazione del Prriitt la Regione ha puntato da un lato sull'offerta - 57 nodi nella rete di laboratori di ricerca industriale, centri per l'innovazione e parchi tecnologici - dall'altro contribuendo - con due bandi per lo sviluppo della ricerca nelle imprese - alla realizzazione di centinaia di brevetti e alla stipula di 900 contratti di lavoro, due terzi dei quali già trasformati a tempo indeterminato.
Le cifre sono state fornite dall'assessore regionale alle Attività produttive Duccio Campagnoli, che ha anche evidenziato il lavoro propedeutico svolto dalla Regione Emilia-Romagna per la creaione dei tecnopoli, attraverso la recente aggregazione delle strutture di ricerca e il miglioramento della loro qualità grazie al sistema dell'accreditamento. "Abbiamo spinto - sono state le parole di Campagnoli - perché facessero massa critica e si specializzassero in filoni come la meccanica, l'energia e le nanotecnologie".
A cura del CRC Emilia-Romagna
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