Nel secondo semestre del 2025, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) ha registrato 1.253 eventi cyber, con un incremento del 30% rispetto allo stesso periodo del 2024. In controtendenza, gli incidenti con impatto confermato sono scesi a 304 casi (-25%), segnale di una maggiore efficacia delle misure di prevenzione e risposta adottate dal sistema Paese.
Secondo ACN, l’aumento degli eventi è legato soprattutto al potenziamento delle attività di monitoraggio del CSIRT Italia, all’entrata in vigore del nuovo quadro normativo del 2024 e alla crescita di alcune tipologie di minacce.
I principali bersagli degli eventi sono la Pubblica Amministrazione, centrale e locale e il settore delle Telecomunicazioni. A livello locale la compromissione di fornitori di servizi web ha prodotto effetti a catena, coinvolgendo, in alcuni casi, più amministrazioni contemporaneamente.
Gli attacchi ransomware restano su livelli simili all’anno precedente: 54 casi nel secondo semestre 2025 contro i 48 del 2024. I settori più colpiti sono manifatturiero, vendita al dettaglio e tecnologico, con un impatto soprattutto sulle piccole e medie imprese, spesso caratterizzate da infrastrutture di sicurezza limitate.
Sul fronte della prevenzione, CSIRT Italia ha inviato 5.205 comunicazioni di allerta preventiva per segnalare ai soggetti italiani criticità emerse su piattaforme di uso ampiamente diffuso. L’applicazione tempestiva delle contromisure comunicate permette di scongiurare le compromissioni da parte degli hacker.
Il quadro tracciato da ACN evidenzia un ecosistema digitale costantemente sotto pressione, ma al tempo stesso una maggiore capacità di rilevamento, risposta e mitigazione; in tale contesto le criticità riscontrate trovano adeguato bilanciamento nella collaborazione operativa tra l’Agenzia, le amministrazioni e gli operatori pubblici e privati coinvolti.
Fonte: www.acn.gov.it