Una tavola rotonda - in programma martedì 7 ottobre alle ore 15.00 - in particolare affronta il tema dell'innovazione e della partecipazione a livello territoriale.
L'iniziativa è promossa da "Comunicazione Pubblica", Cordinamento Agenda 21 Italia, Regione Emilia-Romagna, Cittadinanzattiva e Camina.
Tra postdemocrazia e governo inclusivo dei beni comuni: quale futuro per le esperienze innovative e partecipative attivate nei territori nell'ultimo decennio?
Il contributo della comunicazione pubblica, degli Enti Locali, di cittadini e imprese
Quando si parla di nuove frontiere della comunicazione pubblica c'è un sostanziale accordo tra gli esperti e gli addetti ai lavori nell'indicare il tema della partecipazione come un asse portante per raggiungere quegli stessi obiettivi assegnati alla disciplina "madre".
Ma cosa intendiamo per partecipazione? E' necessario chiarire e distinguere i diversi approcci.
Da una parte il concetto di partecipazione inteso come modalità diversa, rispetto a quelle così dette tradizionali della democrazia rappresentativa, per costruire, realizzare e verificare le politiche pubbliche includendo nel processo decisionale gli stakeholders ed i cittadini.
D'altra parte l'inclusione dei cittadini viene annoverata tra i "nuovi diritti" dei quali quello all'informazione costituisce la necessaria precondizione. In questo caso si può leggere la partecipazione come un obiettivo a sé, cioè come un risultato da perseguire per accrescere il "capitale sociale" e ricostruire da un lato, quel tessuto fatto di relazioni e solidarietà che nelle società moderne si è andato via via smarrendo, dall'altro il legame di fiducia tra cittadini e pubbliche amministrazioni anch'esso fortemente indebolito.
La distinzione non è puramente accademica, può invece essere utile per cercare di leggere i progetti e le iniziative che, su queste basi, si sono o si stanno realizzando.
Negli ultimi dieci anni in Italia, e soprattutto nei territori e grazie ad iniziative di Enti Locali, Associazioni e vari portatori di interesse, sono state attivate e sperimentate diverse modalità di coinvolgimento dei cittadini.
Queste esperienze, con il loro bagaglio di buone pratiche, ma anche e di errori e di insuccessi dai quali imparare, richiedono un lavoro di razionalizzazione e di integrazione per uscire dalle dimensioni sperimentali ed affermar le pratiche partecipative come nuovi standard per fornire alle pubbliche amministrazioni maggiori capacità di analisi, progettazione, decisione e realizzazione delle politiche pubbliche.
Consolidare e standardizzare maggiormente i processi e gli strumenti partecipativi, richiede in primo luogo chiarezza e risolutezza rispetto ad una serie di elementi quali l'esplicitazione obiettivi che ci si pone, la chiarezza sui ruoli degli attori coinvolti, le competenze e gli strumenti a disposizione, l'applicazione omogenea, integrata e trasversale ai diversi settori, un maggiore utilizzo degli strumenti di e-goverment ed e-democracy.
La vera sfida pare oggi proprio questa: integrare l'esistente, portare a sistema le esperienze, trovare il modo di mettere in relazione i vari attori, pubbliche amministrazioni, associazioni,cittadini, metticciare le diverse competenze, confrontarsi e mettere in comune risorse.
L'incontro- tavola rotonda del 7 ottobre intende essere un momento di confronto per andare nelle direzioni sopra auspicate, mettendo attorno ad un tavolo associazioni, enti locali, esperti per un confronto sulle esperienze sviluppate.
Coordina:
- Paolo Tamburini, Associazione "Comunicazione Pubblica"
Interventi:
- Francesco Bicciato, vicepresidente Coordinamento italiano Agende 21 locali e assessore Comune di Padova
- Vittorio Ferla, responsabile nazionale delle relazioni istituzionali di Cittadinanzattiva
- Valter Baruzzi, direttore scientifico Camina - Città amiche dell'infanzia e adolescenza
- Angelo Maria Cirasino, responsabile comunicazione Rete Nuovo Municipio
- Walter Sancassiani, ricercatore Focus Lab
COMLab - Stati Generali della Comunicazione Pubblica in Italia e in Europa
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