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Permettemi di disturbare per un attimo, dopo giorni e giorni in cui ci siamo interrogati su quanto Ciarrapico era più fascista di Storace, meno della Mussolini e più della Santanchè, uno che di comunicazione persuasiva ci capiva ...eccome. Stiamo parlando di tale Adolf Hitler che sul "Mein Kampf", a proposito di manipolazione della gente, della stupidità delle masse, dello sfruttamento dell'onda emotiva scriveva: " la prima condizione che deve essere perseguita in ogni tipo di propaganda è una sistematica unidirezionalità. La propaganda non deve investigare la verità con obiettività...deve presentare solo quell'aspetto della verità che è favorevole alla propria visione".

Giusto per essere espliciti, perché secondo voi c'è questa percentuale incredibile di indecisi? La risposta è semplice: ogni giorno i due leader dei maggiori partiti, Silvio Berlusconi del Popolo della Libertà, e Walter Veltroni del Partito Democratico ci sottopongono ad un giochetto incredibile sui numeri. Il primo dice personalmente o fa dire al suo portavoce Bonaiuti che c'è un margine consolidato di distacco del 10%. Il secondo parla di pareggio al Senato e di riavvicinamento con il suo competitor.

In modo diverso era la stessa tecnica utilizzata dal Cavalier Silvio nel 2006 quando riuscì a colmare un vuoto incredibile tra lui e Prodi. E lo fece in pochi mesi e con grandissima capacità comunicativa e con un solido impianto di marketing elettorale.

Ha ragione uno dei padri del sondaggismo in Italia, Nicola Piepoli, quando afferma che la campagna elettorale che stiamo vivendo è davvero noiosa. Perchè con la sciagurata legge elettorale che ci ritroviamo si sa chi è già deputato e chi invece non lo sarà. Idem per i senatori. E quindi per un motivo o per un altro nessuno corre se non i leader dei piccoli partiti che devono rincorrere spazi e visibilità rispetto ai leader dei due partiti più grossi.

Fino al 1996 in molti commettevano l'errore - ed in particolare politici e media - di ritenere i sondaggi capaci di avere una qualche funzione predittiva del futuro. Ed è lunga la serie di abbagli presi da politici e mass media nella predizione dei risultati elettorali sulla base di sondaggi sulle intenzioni di voto in campagna elettorale. Usando le parole di importanti studiosi, i sondaggi dovevano essere intesi quali termometri dell'opinione pubblica e non pensati come sfere di cristallo per leggere il futuro, pena scoprire scarti davvero determinanti tra attese e risultati reali.

Ed invece dal 2006 abbiamo sposato il modello americano, naturalmente italianizzandolo, facendo diventare il sondaggio una pericolosissima deriva.

Scrivono gli studiosi che questo esasperato uso dei sondaggi è figlio della laicizzazione della politica, del suo allontanarsi da schemi ideologici radicati e persuasivi.

In parole povere vorremmo dire molto più semplicemente, come faceva il compianto Rino Gaetano...Sondaggio ? un te regghe chiù!!! Ma sappiamo che non basta. E quindi ci rivolgiamo alle cure celesti, speranzosi e fedeli e rilanciamo la preghiera umilmente Liberaci Signore dai sondaggi...

Francesco Pira, consigliere nazionale dell'Associazione "Comunicazione Pubblica"

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