L'Agenda digitale europea fa un passo avanti, verso la sicurezza. Se, infatti, lo strumento della comunicazione digitale è diventato irrinunciabile persino nella politica italiana, in una realtà sempre più “cloud” e open data non si può mettere in secondo piano il tema della protezione dei dati. Soprattutto se sono sensibili, come quelli gestiti dalla pubblica amministrazione o dal sistema sanitario. E così, dopo l'inaugurazione dell'European Cybercrime Centre (EC3), la commissaria europea impegnata nello sviluppo dell'Agenda digitale, Neelie Kroes ha deciso di mettere a punto una strategia per garantire un “cyber spazio aperto, sicuro e messo al sicuro”. Come? Le strategie della Commissione UE sono contenute in un documento presentato il 7 febbraio scorso e indirizzato in primo luogo al Parlamento europeo. Cinque le priorità individuate:
- Achieving cyber resilience (cyber resilienza, cioè una flessibilità necessaria per assumere nuovi comportamenti informatici)
- Drastically reducing cybercrime (lotta contro la cyber criminalità)
- Developing cyberdefence policy and capabilities related to the Common Security and Defence Policy (CSDP) (cyberdifesa legata alla politica di sicurezza e di difesa comune)
- Develop the industrial and technological resources for cybersecurity (risorse industriali e tecnologiche per la cyber sicurezza)
- Establish a coherent international cyberspace policy for the European Union and promote core EU values (messa in atto di una politica internazionale di cyber sicurezza)
Per rendere concreti gli obiettivi individuati, la commissaria europea ha presentato anche una direttiva rivolta a tutti gli Stati membri, ma anche ai gestori di servizi chiave, come quelli bancari e sanitari, per garantire un ambiente digitale sicuro in tutta Europa.
Claudio Trementozzi
In allegato:
il documento del 7 febbraio
la proposta di direttiva