Quando la comunicazione pubblica incontra la comunicazione politica
Ma se la comunicazione politica è ancora il principale termometro per misurare le azioni delle amministrazioni, per Franca Faccioli, dell'Università La Sapienza di Roma, il legame col pubblico è attualmente "scivoloso", non limpido. "Ci si preoccupa del cittadino-utente solo quando è cittadino-elettore, propinandogli la spettacolarizzazione dei candidati": così la comunicazione politica si sovrappone a quella di servizio e perde l'etica "necessaria a creare dei valori condivisi".
Come uscire da questa impasse? "Attraverso il dialogo con la cittadinanza e la chiarezza delle informazioni, sia giornalistiche che amministrative" ha dichiarato Francesco Pira. Ma divulgare le cose chiaramente pare sia ancora molto difficile, almeno a giudicare dalle parole sferzanti del professore Adriano Fabris, docente all'Università di Pisa: "I giornalisti si preoccupano dei problemi legati alla loro professione, i politici di fare bella figura e della comunicazione pubblica non se ne occupa nessuno". Drastico quando ha sostenuto che "non è la politica degli annunci pubblicitari che serve al cittadino per partecipare alla vita amministrativa". E osserva che "il cittadino serve molto durante le elezioni, ma poi il suo dialogo con la res publica finisce lì".