L'Italia ha compiuto notevoli progressi in diversi ambiti della digitalizzazione negli ultimi anni, superando la media europea nello sviluppo delle reti FTTP e 5G, nella digitalizzazione delle PMI e nell’adozione del cloud e dell’analisi dei dati. È quanto emerge dalla quarta relazione sullo Stato del Decennio digitale pubblicata dalla Commissione europea, che fotografa i progressi compiuti dagli Stati membri verso gli obiettivi di trasformazione digitale fissati per il 2030 dal Programma Strategico per il decennio digitale (DDPP). Il country report riconosce all’Italia il primato nell’istituzione di un quadro di governance nazionale per l’intelligenza artificiale per attuare la normativa dell’Unione europea sull’IA (AI Act), e garantire un uso etico, trasparente e responsabile dell’IA. Inoltre, evidenzia le forti capacità accademiche e industriali dell’ecosistema nazionale nei principali pilastri delle tecnologie quantistiche, guidata dalla Strategia italiana per le tecnologie quantistiche.
Lo studio rileva ottimi risultati per la connettività, sostenuti dalle iniziative messe in campo nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e, in particolare, dal Piano Italia a 1 Giga. L'Italia si conferma tra i Paesi con prestazioni migliori nella copertura generale del 5G (99,82%), collocandosi sopra la media comunitaria (99,38%). La diffusione della fibra FTTP tra le famiglie italiane ha raggiunto il 77,56% nel 2025, superando la media UE del 74,13%, con anche una crescita (9,6%) superiore al tasso medio UE (7,1%). Permane tuttavia un divario significativo da colmare nelle aree rurali.
Nell’ambito dei servizi pubblici digitali, il Paese risulta in linea con la traiettoria definita nella roadmap nazionale per il decennio digitale. Infatti, superano la media europea (84,64%) i risultati nei servizi pubblici digitali rivolti ai cittadini italiani, che arrivano all’86,11%, con una crescita del 3% rispetto al 2024. Particolarmente rilevante è il risultato relativo ai servizi digitali per i cittadini nel Paese, con un dato pari al 96,77% che supera la media europea (94,01%) e quasi centra l’obiettivo finale. Anche i servizi pubblici digitali transfrontalieri si attestano sopra la media UE, con un risultato del 75,45%.
Lo studio evidenzia i risultati raggiunti dallo sviluppo del sistema di portafoglio digitale IT Wallet, dalla diffusa adozione dei sistemi di identità digitale CIE e SPID e il rafforzamento dell’interoperabilità dei dati pubblici. Sono proseguiti inoltre gli interventi sostenuti dal PNRR per la migrazione di servizi e dati della PA verso infrastrutture di cloud qualificato, con l’obiettivo di rendere i servizi pubblici più sicuri, integrati, efficienti e resilienti. La Piattaforma Digitale Nazionale Dati consente lo scambio sicuro di informazioni tra oltre 9.000 enti tramite API, con oltre 1,1 miliardi di scambi di dati effettuati.
Inoltre, il Paese ha promosso, nell’ambito del PNRR, un pacchetto di iniziative volte ad accelerare la digitalizzazione dei servizi pubblici, migliorare l’esperienza dei cittadini e favorire l’adozione di piattaforme nazionali come PagoPA e app IO per l’erogazione dei servizi e i pagamenti digitali.
Positivi anche i progressi nella sanità digitale, con un esito dell’89,93% - superiore alla media comunitaria (86,51%) - e una crescita del 6,9% nell’accesso ai dati sanitari elettronici, grazie alla diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 sempre nell’ambito del PNRR, e all’Ecosistema Dati Sanitari. A febbraio 2026, il 95% dei medici di medicina generale e dei pediatri ha trasmesso documenti digitali firmati o gestito ricette elettroniche attraverso il sistema nazionale.
Le competenze digitali restano sotto la media comunitaria ma registrano segnali incoraggianti, passando dal 45% al 54%, con l’ampliamento dei servizi di formazione e supporto rivolti a vari gruppi della popolazione per migliorare le competenze digitali di base. Lo studio mette in luce i risultati delle due Misure strategiche nell’ambito del PNRR: la Rete dei servizi di facilitazione digitale (1.7.2) è arrivata a 4000 Punti Digitale Facile attivi, offrendo supporto a circa 2,5 milioni di persone, e il Servizio Civile Digitaleche ha coinvolto circa 9.300 volontari e raggiunto circa 290.000 cittadini. Queste iniziative sono coerenti con il programma nazionale Repubblica Digitale, che riunisce soggetti pubblici e privati per promuovere l’inclusione digitale e lo sviluppo delle competenze nella società.
Rimane un dato da migliorare, ovvero il numero di specialisti ICT occupati al 3,8%, rispetto all’obiettivo del decennio digitale fissato al 10%.
La Commissione europea riconosce l'ambizione dell’Italia sull’intelligenza artificiale, con l’adozione del primo quadro normativo nazionale in Europa (Legge n. 132/2025) che disciplina sviluppo, adozione e governance dei sistemi di IA nel rispetto dei principi costituzionali e dei diritti fondamentali e in piena coerenza con l’AI Act europeo. Tale intervento si inserisce nel percorso delineato dalla Strategia Italiana per l’Intelligenza Artificiale 2024-2026 (ma si è già insediato il Comitato per la strategia 2026-2028) che definisce le priorità nazionali per promuovere la ricerca, l’innovazione e l’adozione responsabile dell’IA nei settori della PA, delle imprese e della formazione.
Fonte: https://innovazione.gov.it/