Le acquisizioni di cittadinanza per matrimonio hanno una importanza relativa ridotta rispetto al passato, mentre cresce il numero di persone che ottengono la cittadinanza per altri motivi.
Nel 2024 sono state poco più di 19 mila le acquisizioni di cittadinanza per matrimonio di cittadini non comunitari, circa il 15% in meno rispetto al 2023. Mettendo a confronto i percorsi di integrazione di diverse generazioni di migranti, si osserva un'evoluzione: tra chi è arrivato in Italia nel 2014, più della metà di coloro che sono diventati italiani (51%) ha ottenuto la cittadinanza sposandosi; tra chi è arrivato nel 2018, questa quota si è ridotta a meno di uno su cinque (19%).
Questo indica che molti cittadini stranieri stanno costruendo percorsi di integrazione più autonomi, meno legati al vincolo matrimoniale come strumento di stabilizzazione. Le donne che tradizionalmente acquisivano la cittadinanza soprattutto attraverso il matrimonio stanno diversificando i loro percorsi di integrazione.
Nel 2023, tra le coppie miste, il 14,6% include uno sposo già italiano per acquisizione. Solo cinque anni prima, questa quota era la metà. In realtà, sempre più matrimoni che sembrano “misti” – tra italiani e stranieri – sono unioni tra persone che, alla nascita, possedevano entrambe una cittadinanza straniera. Questo cambiamento ci invita a guardare con occhi nuovi ai percorsi di integrazione dei nuovi italiani.
Il percorso verso l'acquisizione non è uguale per tutti e le tappe di questo cammino cambiano da persona a persona.
Fonte: www.istat.it